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    December 22

    La galleria degli orrori: parte seconda

    Continua il viaggio nel mondo allucinante della scrittura/letteratura/editoria:

    Oggi trovo su un quotidiano nazionale, un'intera pagina dedicata al 'fenomeno' del momento,  la strenna natalizia che scala le classifiche, il libro che in due settimane ha venduto più di Ken Follett e l'ha spodestato dal suo trono al primo posto. Sto parlando di "Il giorno in più" di Fabio Volo.

    Vabbè, direte voi, e cosa c'è di tanto schifiltoso da inserirlo nella galleria degli orrori?

    "Per fortuna non ho studiato" commenta l'autore in un'intervista. E questo è solo l'inizio. A caratteri cubitari. Poi prosegue "A scuola andavo malissimo... Ho mollato in terza media... Mia madre diceva 'Chi se ne frega'..." Ora, ammirando il coraggio frivolo con il quale ammette la propria ignoranza, sarebbe superfluo pensare che Fabio Volo sia l'unico in Italia ad aver fatto fortuna come scrittore senza aver faticato più di tanto sui libri di scuola. Purtroppo sono molti gli autori come lui... Come lui che hanno guadagnato la cima delle classifiche non per meriti o capolavori, bensì per un passato, non troppo lontano, di showman, di marionetta da barraccone, di attira-spettatori. Una storia alle spalle, che permette l'aprirsi di quelle Sante Porte  dell'editoria precluse ai poveri mortali. Non a caso Fabio Volo fa parte della Scuderia Mondadori che arruola solo nomi collaudati.

    Una cosa però posso dire di ammirare in questo autore: la schiettezza nel dire ciò che gli pare... Sembra che alla gente piaccia. Anche a me piace. Ovviamente solo se non rientra anche questa in una strategia mirata di marketing editoriale.

    December 16

    Quei giorni

    Quei giorni sordi, muti...
    Quei giorni vuoti.
    Quei giorni in cui la malinconia prende tutto lo spazio,
    la nostalgia si fa ragnatela e attira a sé i pensieri...
    Quei giorni di voglia di niente, di amarezza e lacrime nascoste.
    Di nebbia acida e amaro in bocca.
    Quei giorni in cui vorresti essere ma non sei,
    vorresti avere ma non hai.
    Quando sembra che anche il sole non scaldi più,
    quando la pioggia non lava nulla e la luce appare sempre fioca...
    Quei giorni sterili.
    Vorresti urlare, ma non hai voce.
    Vorresti piangere, ma non sarebbe sollievo.
    Vorresti buttare tutto all'aria, ma non hai nemmeno voglia di alzarti.
    Quei giorni in cui tutti i sogni sembrano sciocchi,
    in cui le speranze sembrano assurde, infantili...
    Quei giorni fatti di nulla, di aria, di vuoto.
    Vuoto che non riesci e non vuoi riempire.
    Vuoto che ti spacca il cuore.
    Quei giorni in cui ti rendi conto di essere piccolo, misero.
    Quei giorni in cui ti guardi allo specchio e non ti vedi.
    Quei giorni in cui il sogno, senza lui appare lontano, irraggiungibile.
    Quei giorni quando sai che non l'avrai.
    Mai.
    December 11

    I 100 anni della Mondadori ed il suo grazie alle scrittrici

    Su un periodico femminile (di produzione Mondadori, ovviamente) trovo scritto: "La Mondadori compie 100 anni: un secolo di emozioni grazie le sue scrittrici che hanno regalato ai lettori momenti indimenticabili..." e poi bla bla bla, segue una lista di nomi conosciuti di donne che hanno fatto pensare o sognare, scatenato dibattiti, scandali o fatto divertire. Insomma donne che, in particolar modo nei primi decenni del secolo scorso, han fatto parlare di sé. Anche per la passione che nutrivano per la scrittura, un mestiere poco adatto ai tempi...

    Terrei però a sottolineare che le scrittrici che hanno contribuito a far grande la Mondadori nel corso di 100 anni, non erano delle vere e proprie esordienti. La Mondadori, puntando su queste donne, non ha corso grandi rischi, così come accade oggi... Detenere i diritti di un'autrice già affermata all'estero, di un personaggio già conosciuto al pubblico, di una scrittrice con conoscenze influenti o una importante famiglia alle spalle, non significa affatto puntare sull'ignoto. Anzi... Se scorriamo i nomi, scopriremo che la maggior parte di loro sono straniere e che quindi, per approdare nel mondo editoriale italiano, sono già passate, con successo ovviamente, al vaglio di altre case editrici. Straniere. Che osano di più.

    Chi troviamo? Agatha Christie... forse non tutti sanno che molti dei suoi gialli furono rifiutati da decine di case editrici inglesi. Solo in età avanzata riuscì ad aver successo. E la Mondadori se la accapparrò a successo già avvenuto. Così come per Patricia Cornwell, la regina del giallo degli anni '90, già affermata all'estero... La lista sarebbe lunga, ma mi fermo qui.

    Insomma, con questa mia provocazione voglio tornare a sollevare la questione della facile politica di gestione aziendale delle maggiori case editrici italiane che prevedono l'esclusione totale di scrittori (e di scrittrici) esordienti, puntando solo sul successo certo ed immediato di alcuni nomi famosi e lavandosi le mani di tutti gli inediti in circolazione. Come dice un vecchio adagio "L'acqua cade sempre sul bagnato!"

    December 09

    Disquisizione sulla virgola di Baricco

    Caro Maestro,
    negli ultimi tempi ho letto i Suoi libri e ne sono rimasta catturata. Forse sono un po' in ritardo sui tempi, nel senso che ho atteso alcuni anni per leggere ciò che altri hanno letto al momento dell'uscita in libreria, ma ne ho gustato appieno la profondità, la leggerezza e la maestrìa.
    Mi permetta una domanda, che sin dal primo libro preso in mano, mi assilla: ho notato che spesso, molto spesso, nelle Sue frasi, Lei mette la virgola seguita dalla congiunzione 'e' ossia, ....., e ......
    Ora, per quel che posso ricordare delle regole fondamentali della grammatica italiana imparate sui banchi di scuola, l'uso della virgola esprime già di per sé una congiunzione tra due o più sostantivi oppure tra frasi minime, allo stesso modo della congiunzione 'e'. Pertanto, due congiunzioni ',' + 'e' risultano essere un errore grammaticale non indifferente. Diverso invece l'uso della congiunzione 'e' dopo il punto, in quanto l'uso rafforza il legame tra la frase successiva a quella precedente.
    Ora, tornando ai Suoi libri, ho notato uno smodato uso della virgola seguita dalla congiunzione 'e'. Poiché l'errore appare di frequente non credo possa ritenersi una svista, né da parte Sua, né da parte dell'editore. Potrebbe trattarsi di una provocazione... alla lingua italiana? Difficile da credere! Mi è stato detto che molti autori affermati si prendono spesso il lusso di deviare dalle regole ufficiali per poter esprimere qualcosa di diverso. A loro è addirttura consentito mettere la virgola tra soggetto e predicato verbale, se il testo lo richiede. Non si tratta quindi di trasgredire o meno le regole grammaticali bensì di farlo motivatamente, con l'intento di ottenere un determinato effetto sul lettore.
    La virgola insomma serve a far respirare la frase. A cadenzare, un certo, brio, ritmico, del testo. Non è, una novità, perchè, ad esempio, le poesie, di Ungaretti, contengono, microunità, sintattiche, autoconclusive.
    E Lei, Maestro Baricco, è un maestro, di quest'arte, "spezzatoria". E' come, un cuoco, che cucina, uno spezzatino, di parole. Lei, mi permetta, è un vero Chef!

    A rileggerLa, sentitamente, ed al più presto!

    December 07

    Le stagioni della rosa

    Legno nudo e scuro,
    vecchio o malato,
    dormiente.

    Attendi un soffio d'aria mite,
    per il risveglio,
    quando ancora un velo di brina ti accarezza
    nell'alba di marzo.

    Lento,
    ecco che arriva il momento,
    un alito di vita sfiora i rami
    e gemme timide fanno capolino.

    Aria frizzante,
    sole brillante,
    pioggerella di primavera.

    Vivace spunta il germoglio
    aiutato dalla sapiente mano del giardiniere.

    E cresce e s'innalza,
    violaceo,
    recando foglie stropicciate dal sonno.
    E nel cuore
    il trionfo!

    Lo scrigno geloso
    racchiude la bellezza,
    ma il bocciolo non resiste.
    E s'apre col caldo di maggio.

    Corolle doppie, quartate, perfette,
    cremisi, vermiglio,
    di rosa screziato o giallo ramato.

    Profumo di tè.

    Bianco purissimo.

    Petali sfrangiati od appuntiti,
    come nuvole
    in corimbi riuniti.

    E la Natura s'inchina
    al capolavoro di Sua Maestà.

    Fugace è il momento,
    intenso.
    Poi l'arsura e tutto riposa.

    La pioggia d'agosto lava la polvere
    dalle foglie. Tornano a brillare.

    E' ancora trionfo!

    Il bosco d'autunno di colori s'accende
    e la Regina di nuovo sorprende.

    Di bacche rosse come rubini ella s'è adornata.

    Ma poi, novembre tutto smorza.

    Ora dormi,
    oh Bella,
    sotto una candida coperta
    di cristalli ricamata.

    La galleria degli orrori

    Vorrei aprire una discussione riguardante proprio gli orrori nell'editoria/letteratura. Non mi riferisco però al genere horror/noir, bensì a tutti gli 'orrori' (leggi strafalcioni, roba da far rizzare i capelli in testa, da far restare allibiti...) che popolano, anzi strapopolano questo mondo.

    Orrore numero 1.:

    Il primo posto in classifica, credo possa appartenere a tutti quei libri (per la maggior parte libri per bambini) che vengono stampati in Cina. Ebbene sì. C'è anche di questo. Eccome!

    Prendete a caso un libro per l'infanzia, magari un pop-up oppure uno plasticato, voltatelo e sul retro troverete sicuramente scritto "Printed in China". Ovviamente la casa editrice non sarà la Chin Chao Lin, ma una nota italiana, specializzata nel settore "piccoli lettori".

    Non spaventatevi. Mettetevi comodi e... tremate tremate, la lista degli orrori è ancora lunga.

     

    Mi vien da ridere... anzi no, da piangere

    ... quando sento dire a personaggi famosi, dello spettacolo: "Sto scrivendo un libro"... e poi aggiungono "... a quattro mani ovviamente!"

    E già, a quattro mani, perché loro, quelli superimpegnati con spettacoli di prima, seconda, terza serata, di tempo non ne hanno quasi mai. Figurarsi per scrivere un libro!

    Quindi, 'scrivono a quattro mani'.
    In questa frase c'è di tutto, spiega già da sé che dietro a quello che sicuramente sarà un libro da classifica (perché loro scrivono solo libri che poi andranno in classifica e le loro case editrici, pubblicano detto libro sapendo già in partenza che sarà un titolo da classifica!), ci sarà il duro lavoro di un autore ignoto che, seppur pagato, scriverà per il tal personaggio.

    Ovvio che venderà, perché quel che conta è il nome stampato sulla copertina e non il sudore e le notti insonni del tal signor Rossi con la passione-lavoro per la scrittura...


    A me vien da ridere... anzi no, da piangere. Ma di rabbia, quando sento 'ste cose... Avessero almeno il buonsenso di starsene zitti!

    Ma si sa che l'intelligenza, ultimamente, non alberga certo in tv!