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    January 05

    Recensione a "Oceano mare" di A. Baricco

    Non me ne voglia il grande Maestro, ma ebbene sì. Se non ho osato nelle settimane scorse, permettermi di inserire una mia recensione ai suoi lavori, ora invece, come un angelo sterminatore, non posso evitare di commentare "Oceano mare". E non me ne voglia chi invece oltre a consigliarmelo caldamente, ha apprezzato appieno questo libro. 

    Premetto che di Baricco amo moltissimo "Seta", "Novecento" e "Senza sangue"... uso il verbo al presente perchè nonostante abbia letto questi libri nei mesi scorsi, essi continuano ad essere vivi nella mia mente, punti di riferimento dai quali attingere a piene mani, ispirazione ed insegnamento, grande scuola di scrittura ed espressione letteraria.
    Purtroppo devo confessare che "Oceano mare" non m'è piaciuto. Forse il problema è mio, non sono così profonda da saperne cogliere tutte, ma davvero tutte, le sfumature... Non so, non mi convince... Certo è un 'raccontone' intenso, in alcuni punti. Ma poco più.
    Partiamo dalla storia, dalla trama... che poi di trama non ce n'è, perché a ben guardare, a riassumere, non ci si riesce. Non c'è storia. Almeno non c'è storia interessante, trama coinvolgente.
    Si vede il mare, questo sì. Si vedono tutte le sue facce, mutevoli...
    Ma dei personaggi, di quelli no.
    Personaggi particolarissimi, ovviamente, come solo Baricco riesce ad inventare. Ma tutti uguali. Quasi piatti nella loro somiglianza si potrebbe dire. Assurdi e geniali. Ma uguali.
    Lo stesso dicasi dei dialoghi, dei monologhi. Non ci sono spigolature particolari che possano far apprezzare più un personaggio che un altro.
    E la narrazione è un altalenarsi, un susseguirsi continuo di pensieri profondi, umanissimi, quasi filosofici, ed una descrizione esterna, quasi estraneamente lontana, delle vicende.

    Insomma, torno a dire, mi dispiace, ma mi aspettavo davvero qualcosa di più coinvolgente.

    January 01

    Riflessioni in giorni di festa

    mah, non so se è perché sto diventando più vecchia, più matura e di conseguenza più saggia (chi, io?); non so se è il clima festoso che rende malinconici, o forse la mancanza di neve che sta marcatamente indicando che questo clima è davvero cambiato, o i 40 anni che ci separano dai sogni VERI di VERA libertà del '68...
    Non so voi, ma a me tutto sto consumismo inzia a fare schifo...
    Non riesco a godere delle feste, non come in passato.
    E' nauseante il dover, correre, regali, negozi, parcheggio, cosa compero, albero, Babbo Natale, fatto, manca, traffico, luminarie... Consumare, spendere, comperare, soldi, soldi, soldi...
    E non ci si ferma, manca il tempo, per pensare DAVVERO a chi sta male, a chi è in carcere, in ospedale, al fronte, a chi i soldi non li ha, a chi vive in strada, a chi piange.
    Mi viene il vomito se penso a cene, pranzi, cotechino, salmone, cosa cucino, cosa si beve, bollicine, lenticchie, capitone, torrone, pandoro.
    Tutto per forza.
    Mi viene il vomito.
    Tutti ad abbuffarsi manco fossimo prossimi alla guerra, manco dovessero ingrassarci per farci il patè... Lo stomaco reclama e noi giù a riempirlo. Che schifo.
    E non ci si ferma, manca il tempo tra un boccone e l'altro, per pensare DAVVERO a chi cibo non ne ha, a chi acqua non ne ha. Per forza.
    Non voglio fare retorica ma tutto questo schifo di consumismo mi dà il voltastomaco.
    DAVVERO.